La Vita Cattolica

Stiamo curando la pubblicazione sulla rivista

“La Vita Cattolica”

di una serie di articoli che trattano della nostra storia e del nostro territorio.


NOVEMBRE 2017

Was gibt es Neues im Kanaltal

Am 17. September fand auf der Rauna Alm im Seisera-Tal eine Zeremonie zum hundertjährigen Baujubiläum der Zita-Kapelle statt, bei der auch der Erzherzog Karl von Habsburg-Lothringen anwesend war. Die Kapelle wurde während des  1. Weltkriegs von den Soldaten errichtet und ist der letzten österreichischen Kaiserin Zita gewidmet. Obwohl das Wetter nicht mitgespielte, nahmen zahlreiche Personen und Trachtengruppen an den Feierlichkeiten teil. Am Nachmittag wurde dem Repräsentanten der Habsburger-Dynastie die Ehrenbürgerschaft der Gemeinde Malborgeth-Wolfsbach verliehen. Eine Abordnung des Kanaltaler Kulturvereins war dabei und überreichte anschließend dem Erzherzog als Andenken eine kleine Statue der Madonna vom Luschari.

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Kaum war der Sommer vorbei, hat der Kanaltaler Kulturverein mit den Herbst- und Winteraktivitäten begonnen. Am 9. November startete der Bastelkurs für Kinder und Erwachsene und am 13. November der Deutschkurs, der heuer besonders viele Anmeldungen verzeichnet. Am 10. Dezember werden zwei Kärntner Chöre und junge Musiker aus dem Kanaltal das Adventkonzert gestalten. Die Stephanimesse in deutscher Sprache mit musikalischer Umrahmung durch ein Bläserquintett, vor der Messe, und eine international bekannte Sängerin, während der Messe, wird die letzte Veranstaltung sein, die der Kanaltaler Kulturverein im heurigen Jahr organisiert.

Che cosa c’è di nuovo in Valcanale

Il 17 settembre sulla malga Rauna, in Val Saisera, ha avuto luogo una cerimonia  per il centesimo anniversario della costruzione di Capella Zita, con la presenza dell’Arciduca Karl d’Asburgo–Lothringen. La capella venne costruita dai soldati durante la prima Guerra Mondiale ed è dedicata a Zita, ultima imperatrice d’Austria. Sebbene il tempo non fosse dei migliori, diverse persone e gruppi in generale hanno preso parte alla manifestazione. Nel pomeriggio è stata conferita, al rappresentante della dinastia degli Asburgo, la cittadinanza onoraria del Comune di Malborghetto-Valbruna. Una delegazione del Kanaltaler Kulturverein, presente alla cerimonia, ha consegnato all’Arciduca, quale ricordo, una piccola statua della Madonna del Lussari.

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L’estate era appena trascorsa che il Kanaltaler Kulturverein ha iniziato le attività previste per l’autunno e inverno. Il 9 novembre sono iniziati il corso di bricolage per bambini e adulti, il 13 novembre il corso di tedesco che quest’anno ha particolarmente registrato molte adesioni. Il 10 dicembre, due cori carinziani e giovani musicisti della Valcanale daranno vita al Concerto d’Avvento. La messa di Santo Stefano in lingua tedesca, preceduta, davanti alla chiesa, dalle melodie natalizie di un quintetto di ottoni e poi, durante la messa, accompagnata dall’ esibizione di una cantante di fama internazionale, sarà l’ultima manifestazione organizzata dal Kanaltaler Kulturverein nell’anno in corso.

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Settembre 2016

Il lago di Raibl

A due ore di cammino da Tarvisio si trova il bel paese di Raibl e nelle sue vicinanze, incassato in mezzo ad alte montagne, l’affascinante lago di Raibl. Tanti, tanti anni fa, nella valliva che ora ospita il lago, c’era un bel villaggio circondato da campi e prati che ogni anno riuscivano a dare un raccolto così abbondante da assicurare ai propri abitanti una grande agiatezza. Per questo motivo e per il fatto che non avevano alcuna preoccupazione, persero ogni forma di sensibilità per situazioni di necessità e bisogno dei loro simili. Divennero superbi e duri di cuore. Se un povero bussava alle loro porte veniva bruscamente congedato e al posto di una modesta offerta veniva cacciato con parole dure e cattive. Una sera arrivò nel villaggio una povera e sconosciuta donna con in braccio un grazioso bel bambino. La fame è il peggiore ospite e la miseria un cattivo compagno. La povera donna passò di casa in casa e chiese la carità per poter avere un pasto e un rifugio per se stessa e per il suo piagnucolante bambino. Ma ovunque gli si chiuse la porta in faccia e parole cattive la accompagnarono poi lungo le strade del villaggio. Completamente sconsolata per tale crudeltà si ritrovò tremante per il freddo e la fame senza nemmeno poter proteggere il povero innocente bambino dal vento e dalla pioggia. Si lamentò dicendo „ io merito che mi caccino ma che cosa ha fatto il mio povero bambino per dover subire una simile disgrazia?” Dopo aver pronunciato queste parole, chiare e limpide lacrime caddero a terra e i suoi lamenti salirono al cielo. Era ormai convinta di doversi coricare a terra a cielo scoperto quando, all’esterno del poco accogliente villaggio,.apparve una casupola solitaria verso la quale si diresse con cuore trepidante. Dopo aver bussato, alla porta apparve un vecchio canuto che compassionevolmente ospitò lei e il suo bambino come meglio poteva e le preparò un tenero giaciglio di paglia. Da un momento all’altro si scatenò un pauroso temporale. Rimbombò dalle montagne facendo tremare la terra e una pioggia torrenziale, accompagnata da lampi e tuoni, si riversò sul villaggio peccaminoso. Sembrava che il cielo e la terra sfogassero la propria collera verso quegli uomini crudeli. Quando al mattino il vecchio si svegliò, si accorse che la sconosciuta era scomparsa. La tempesta era finita ma quale spettacolo gli apparve quando andò davanti alla capanna e al posto del villaggio vide una vasta distesa d’acqua dalla quale spuntava un’unica abitazione. Il buon Dio, commosso dalle lacrime della povera donna, aveva inflitto agli uomini crudeli questa terribile punizione. Ancora oggi, in mezzo al lago, su una piccola isola, si può osservare la capanna di quel vecchio pescatore e, nella notte di Natale, proveniente dal lago, si può udire un lieve lamento di dolore e un triste scampanio.

September 2016

Der Raiblersee

Ungefähr zwei Wegstunden von Tarvis entfernt liegt der schöne Ort Raibl und in unmittelbarer Nähe, zwischen hohen Bergen eingebettet, der schöne Raiblersee. Vor vielen, vielen Jahren stand in dem Talkessel, den jetzt der See ausfüllt, ein freundliches Dörfchen, umgeben von Äckern und Wiesen, die jährlich so reichlich Ertrag brachten, dass sich die Bewohner großer Wohlhabenheit erfreuten. Weil es ihnen zu gut ging und sie keine Sorgen kannten, verloren sie jegliches Gefühl für die Not ihrer Mitmenschen. Sie wurden hochmütig und hartherzig. Klopfte ein Armer an eine ihrer Türen, so wurde er barsch abgewiesen, den Bettlern bot man statt milder Gaben böse Worte und jagte sie unbarmherzig von dannen. Eines Abends kam ein armes unbekanntes Weib mit einem lieblich schönen Kinde auf dem Arm ins Dorf. Hunger ist der schlimmste Gast und Elend der schrecklichste Gefährte. So ging die arme Frau von Haus zu Haus und bettelte für sich und ihr wimmerndes Kindlein um ein Nachtmahl und ein bescheidenes Lager. Aber überall schlug man vor ihr die Türe zu und höhnende Reden folgten ihr durch die Dorfstraße. Ganz trostlos über diese Unbarmherzigkeit der Menschen stand sie, vor Kälte und Hunger zitternd, im Freien und konnte nicht einmal das unschuldig leidende Kindlein vor Regen und Wind schützen. „Ich verdiene es, dass man mich fortjagt“, jammerte sie, „aber was hat mein armes Kind verbrochen, dass es solchem Unglück preisgegeben ist ?“ Helle Tränen fielen bei diesen Worten zur Erde, aber ihre Klagen stiegen auf zum Himmel. Schon wollte sie sich unter freiem Himmel zur Ruhe legen, als sie draußen vor dem unwirtsamen Dorfe eine einzelne Hütte erblickte und bangen Herzens darauf zu ging. Auf ihr zaghaftes Klopfen erschien ein silberhaariger Greis in der Türe und nahm die Bedauernswerte samt ihrem Kinde voll Mitleid in seinem Häuschen auf, bewirtete sie, so gut er vermochte, und bereitete ihr ein weiches Strohlager. Mit einem Male brach ein schreckliches Unwetter los. Es rollte uns schallte von den Bergen, sodass die Erde erzitterte, und unter Blitz und Donner ergossen sich die Regenströme auf das sündhafte Dorf. Himmel und Erde schienen ihren Zorn über die unbarmherzigen Menschen zu entladen. Als früh am Morgen der Greis erwachte, war die Fremde verschwunden. Der Sturm hatte sich wieder gelegt, aber welch ein Anblick war es, als er vor die Hütte trat und statt des Dorfes eine weite Wasserfläche erblickte, aus der nur noch seine Behausung hervorragte. Gott hatte, gerührt durch die Tränen des armen Weibes, diese furchtbare Strafe über die unbarmherzigen Menschen verhängt. Heute noch kann man auf einer kleinen Insel mitten im See die Hütte jenes alten Fischers sehen, und in der Christnacht soll aus dem See ein leises Wehrufen und trauriges Glockengeläute zu hören sein.

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Mai 2015

Alte Bauernregeln zu den Eismännern

Pankratius 12. Mai Servatius: 13. Mai Bonifatius: 14. Mai Kalte Sophie: 15. Mai.

Die drei „Eisheiligen“ Pankratius. Servatius und Bonifatius werden auch Eismänner genannt. Gemeint ist die mögliche Kälteperiode mit Nachtfrostgefahr um Mitte Mai. Die Eisheiligen abwarten, sagen erfahrene Gärtner, das heißt mit dem Auspflanzen von Sommerblumen und der Aussaat von empfindlichen Sämereien bis Mitte Mai abzuwarten. Früher schützte man die Gärten, Äcker und blühenden Obstbäume zu dieser Zeit mit entzündeten Feuern, um diese durch den Rauchnebel, der sich über die Blüten und Triebe legte und die Wärme vor Frost zu schützen. Langjährige Wetterbeobachtungen zeigen jedoch, dass ein Temperatursturz häufig erst um den 20. Mai auftritt.

Die Pankrazi, Servazi und Bonifazi sind drei frostige Bazi und zum Schluss fehlt nie die kalte Sophie.

Pankratius und Servatius bringen oft Kälte und Verdruss.

Pankratz und Servaz sind zwei böse Brüder, was der Frühling gebracht, zerstören Sie wieder.

Ehe nicht Pankratius, Servatius und Bonifatius vorbei, ist nicht sicher vor Kälte der Mai.

Pankraz, Servaz, Bonifaz machen erst dem Sommer Platz.

Wenn’s an Pankratius friert, so wird im Garten viel ruiniert.

Pankraz hält den Nackensteif, sein Harnisch klirrt von Frost und Reif.

Pankratz und Urbanitag ohne Regen – versprechen reichen Erntesegen.

Servaz muss vorüber sein, willst vor Nachtfrost sicher sein.

Vor Servaz kein Sommer, nach Servaz kein Frost.

Nach Servaz findet der Frost keinen Platz.

War vor Servatius kein warmes Wetter, wird es nun von Tag zu Tag netter.

Vor Bonifaz kein Sommer, nach der Sophie kein Frost.

Sophie man die Kalte nennt, weil sie gern kalt` Wetter bringt.

Vor Nachtfrost du nicht sicher bist – bis Sophie vorüber ist.

Kalte Sophie wird sie genannt, denn oft kommt sie mit Kälte daher gerannt.

Pflanze nie vor der Kalten Sophie.

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April 2015 

Ausstellung „Krieg an der Wand“ in Malborgeth eröffnet

Vor 100 Jahren begann für uns Kanaltaler der Erste Weltkrieg. Ein Ereignis, das zum Schluss viele unvermutete Änderungen in unser Tal gebracht hat. Der KKV hat in Zusammenarbeit mit der Berggemeinschaft des Gemonese Kanaltals und Fellatals und mit der Unterstützung der Region Friaul Julisch-Venetien am 28. März eine interessante Ausstellung mit dem Titel „Krieg an der Wand – la guerra sui muri“ eröffnet. In einigen schönen Räumen des Palazzo Veneziano in Malborgeth werden originale Plakate aus der Sammlung vom Dr. Erik Eybl aus Wien gezeigt. Es folgt ein Zitat des Ausstellers:

„Ein Plakat ist nicht nur ein effektives Massenmedium, sondern auch ein wichtiges zeitgeschichtliches Dokument.  Besonders auch für Kriegszeiten,  in denen das Plakat seine Wirkung entfaltete,  vor allem damals als es noch kein Radio und TV gab.  Mit den Plakaten lässt sich der Verlauf des Krieges nachzeichnen. Vom anfänglichen Überschwang einer kriegslüsternen Propaganda, über die Ungeheuerlichkeit des Krieges bis hin zu den schüchtern vorgetragenen Hoffnungen auf Frieden.  Auch das Elend des zivilen Lebens an der Heimatfront lässt sich abbilden.

Alle sind herzlich eingeladen, die Ausstellung zu besichtigen. Sie ist bis 6. Juni 2015 von Dienstag bis Sonntag zwischen 10:30 und 12:30 sowie zwischen 15:00 und 18:00 Uhr geöffnet.

 

 

 

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